A distanza arriva la sensazione di una struttura in cui c’è finalmente un’atmosfera diversa, dove si respira aria di famiglia”

Pochi squilli prima di sentire “Pronto…”, dall’altra parte del telefono. Lo ammetto un pò di emozione la sentivo, del resto stavo per intervistare il pallanuotista più forte al mondo…ma è bastato veramente poco per tornare a mio agio perchè Francesco Di Fulvio, prima di essere campione del mondo, miglior giocatore e pallanuotista dell’anno è semplicemente Francesco. Un ragazzo di valore e di valori, con il cuore a metà tra lo sport che ama e la famiglia che mette sempre al centro di ogni cosa. Non sarà un caso, infatti, che anche i suoi due fratelli, Andrea e Carlo, giocano a pallanuoto. Le orme tracciate sono di certo quelle del padre Franco e la passione per la piscina l’ha ereditata anche dalla mamma Monica, che insegna nuoto a Le Naiadi da oltre 15 anni.

Francesco, se ti dico Le Naiadi a cosa pensi? Mi brillano gli occhi…in quelle piscine ho iniziato a sognare e tornando indietro con la memoria rivedo distintamente tutti i momenti passati in quelle vasche, tra amichevoli e collegiali che mi fanno pensare, ancora oggi, a Le Naiadi come la mia seconda casa.

Cosa pensi di questa struttura? Ci sono dei ricordi che ti sono rimasti nel cuore? È un complesso dalla grandi potenzialità e merita di essere valorizzato, ma soprattutto ha bisogno di un grande sostegno da parte di tutti per tornare ad essere l’emblema dello sport in Italia. Grazie al nuoto ho la possibilità di girare il mondo e posso dire con certezza che non esiste in tutta Europa un impianto grandioso al pari de Le Naiadi. Uno dei ricordi più belli che mi viene in mente, poi, è la partita under 17 che giocai con mio fratello Carlo, perché quando sport e famiglia si incontrano tutto diventa più prezioso.

A le Naiadi i sogni sono realizzabiliC’è un tuo sogno legato a Le Naiadi? Sì…il più bello…e cioè tornare a giocare con il Pescara in serie A, magari vincere lo scudetto come nel 1987 e, il massimo, sarebbe fare tutto questo insieme ai miei fratelli.

Da qualche settimana siete tornati dagli Europei di Budapest, alla luce di questa esperienza, cosa conta di più in una squadra? Di certo è importante la prestazione sportiva individuale, ma la vera differenza si fa quando la squadra nel suo insieme è al massimo delle possibilità tecniche e mentali. L’incontro tra determinazione, concentrazione e coesione, unito alla nostra difesa e all’efficacia dell’attacco non lascia molte possibilità all’avversario. Ora, lo sguardo è tutto rivolto a Tokyo, per i Giochi della XXXII Olimpiade; è per questo che analizzeremo gli errori fatti, studieremo e cercheremo di arrivarci al massimo delle nostre prestazioni.

Come ti senti ad essere il secondo atleta nella storia della pallanuoto ad aver ricevuto l’ambito Len Award? É un riconoscimento che mi ha piacevolmente sorpreso, ma ho cercato di contenere la mia gioia per non distogliermi dall’obiettivo principale. Ai traguardi personali ho sempre anteposto le vittorie di squadra e spero di poter vivere un’altra annata ad altissimo livello per aiutare i miei compagni a raggiungere tutti i traguardi.

La nuova vita de Le Naiadi come viene percepita da lontano? A distanza arriva la sensazione di una struttura in cui c’è finalmente un’atmosfera diversa, più serena e dove si respira aria di famiglia. Il mio augurio più grande è che possa tornare a risplendere in tutta la sua operatività, con una squadra di nuoto brillante e la pallanuoto in serie A, supportate dal tifo di un pubblico appassionato e affezionato.

Claudia Ursitti